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Ron Feldman

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Gianni Berengo Gardin e moglie

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Nino Migliori

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guggenheim

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Casa Marinetti

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Joe Oppedisano

Fotografo

Ogni biografia d’artista ha il suo mito di fondazione, le sue tappe iniziatiche, i suoi riti di passaggio. La storia di Joe Oppedisano ha la sua radice e i suoi nodi simbolici nell’intreccio tra l’Italia e l’America e nel continuo scambio tra i due mondi. Un nonno socialista spedito al confine alle isole Ventotene, Ponza, e infine alle isole Tremiti, un padre americano in cerca delle proprie origini calabresi, una madre di Gioiosa Jonica (RC) dove Joe nasce nel 1954. Un’infanzia in Calabria, in bilico tra l’immobilità ancestrale e le rapide trasformazioni dell’Italia alle soglie del boom economico. Avviene qui il primo incontro con il mondo fiabesco del circo: sotto quella magica tenda, realtà e immaginazione iniziano un dialogo non più interrotto. [Continua…]

Anna Galiena
Anna Galiena
Andree Ruth Shama
Letizia Battaglia
Franco Vaccari
Franco Vaccari
Elliot Erwitt

Rino Camilleri

Mimmo Rotella

Mimmo Rotella

Michelangelo Pistoletto

Michelangelo Pistoletto

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Ogni ritratto è un dialogo, un’opportunità per esplorare insieme chi siamo veramente. Con Extensions, ho cercato di trasformare l’arte del ritratto in un’esperienza visiva profonda, alla ricerca di una narrazione più intensa e dinamica.

Musical Extensions

Inaugurazione 5 aprile – Ingresso gratuito

“Direi per paradosso che Oppedisano si cimenti nell’impossibile impresa di fare del cinema all’interno di un’ immagine statica. È egli stesso, d’altronde, a dire: “nel momento in cui un’emozione o un fatto à trasformato in fotografia, esso non è più un fatto ma un’ opinione”.

Morando Morandini

“Le estensioni visive di Joe Oppedisano ci insegnano a guardare senza interruzioni le persone (o le cose) che ci interessano per esplorarle e conoscerle profondamente”.

Franco Piavoli

“Joe scannerizza con lo sguardo la persona dalla testa ai piedi e, sviluppando la sequenza in verticale, dilata il tempo di lettura dell’immagine”.

Lucia Miodini

“Mi sbalordisce sempre il suo modo di leggere le persone, di far ritratti “spazializzando” il carattere dei personaggi, quella sua capacità di fare dello strumento fotografico una sorta di “macchina tattile” che si appropria del volto, del corpo, dei gesti, persino delle espressioni più recondite e le proietta nel grande scenario dell’essere”.

Claudio Cerritelli

“Attraverso il concetto della profondità e della superficie, Joe Oppedisano muove l’immagine fotografica secondo la concezione della condensazione e dello spostamento ed applica un sistema visivo strutturato come un sogno: non è un caso se egli opera sovrapponendo immagini o producendo serie di immagini; facendo questo riconosce la sua essenza, il suo tempo, il suo spazio”.

Marco Nereo Rotelli
“Joe Oppedisano è un collega che stimo moltissimo per il suo coraggio e la sua forte tensione creativa. Con i suoi ultimi lavori -Estensioni e Collage- (vedi i ritratti di Scianna, Erwitt, Rossellini) è riuscito ad individuare una nuova strada di racconto visivo, un viaggio dentro la mobilita dell’immagine”.
Giorgio Lotti